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#alookat: Émilie Bonaventure

Aggiornamento: 6 nov 2021

Ricordo che durante il mio percorso accademico, all'inizio di ogni progetto, ci venivano sempre richiesti dei riferimenti progettuali che, in parole povere, non sono altro che immagini di progetti esistenti dai quali avremmo potuto prendere spunto per il nostro lavoro futuro. L'uso della luce di Mies, le linee definite di Wright o l'uso dei materiali di Aalto. Grandi maestri si, ma in ogni progetto sembrava si ripetessero sempre le stesse referenze, sempre gli stessi progetti, come se non ne esistessero altri. Quindi, sulla base di quella nuova consapevolezza, ho iniziato a cercare spunti più attuali, a leggere articoli su articoli, riviste su riviste, rendendomi conto di quanto vasto possa essere il panorama progettuale.

Per questo motivo ho deciso di condividere qui alcuni dei progetti di Interior Design che più mi affascinano, un vero e proprio appuntamento mensile per tutti gli appassionati come me e per chi vuole lasciarsi ispirare.

Primo di questa rubrica è il progetto "Talma" della designer Émilie Bonaventure.


Ci troviamo a Parigi, nel 9°arrondissement, in un edificio del 1820, ex residenza privata di François-Joseph Talma, drammaturgo e attore, il quale fece costruire un collegamento tra il giardino di 350 mq sul quale si affaccia gran parte della struttura e il piccolo teatro vicino.

Entrando si viene direttamente attratti da un piano terra che invita alla contemplazione. Rivolto verso l'esterno, ci si imbatte subito in un divano anni '70 posizionato accanto a un tavolino minerale, elemento di connessione con il giardino esterno, a cui corrispondono due sgabelli con basi in acciaio inox e due tavoli laterali in ceramica. “Ci è piaciuta questa modularità. Se sei solo hai un grande divano con tanti tavolini, ma se ti diverti, possono trasformarsi in sedute per accogliere gli ospiti, e anche qui risuona l'idea di una troupe".


Singolare è il murales realizzato con pannelli acustici anni '70, che decorano il muro della sala da pranzo. Accanto la cucina è semi nascosta da pannelli in legno intagliati risalenti al 1800, ulteriore esempio della volontà di recupero della designer e del suo team. "Per noi era importante che la vibrazione del materiale fosse coerente con l'epoca dell'appartamento."



L'atmosfera che si respira è quindi quella di un interno lussuoso, ma raffinato, senza ostentazioni. A materiali nobili come il legno ottocentesco del pavimento, l'alabastro delle decorazioni e il marmo, si affianca una palette cromatica scelta lasciandosi ispirare dal giardino esterno, ricco di texture e sfumature, in cui il bianco si alterna a colori come il panna, il verde e il beige.



Collegamento tra questi spazi è l'elegante scala in gesso, realizzata da un artigiano del posto, che giorno dopo giorno ha elaborato il progetto insieme ad Émilie. Artigiani, designer e colleghi fanno sì che lo spirito collaborativo riecheggi in tutto lo spazio. "In questo modo, tutti danno il meglio di sé nel progetto e quelle vibrazioni felici e positive rimangono nello spazio per sempre."


Ilaria Borza

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