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Atelierzero, lo studio dei progetti sognatori e pragmatici

L’Atelierzero ha un approccio pragmatico quanto sognatore sul ruolo del progettista di oggi, che secondo i tre soci, deve “saper coniugare bellezza ed onestà”. Piermattia Cribiori, Stefano Grigoletto e Alessandro Triulzi, fondarono lo studio, dopo aver partecipato ad un concorso insieme e averlo vinto. Da li in avanti, hanno continuato nella stessa direzione, portando progetti un po' di tutti i tipi, soprattutto progetti di interni residenziali, entrando nella sfera domestica dei loro clienti.

Lo studio nacque con la collaborazione già ai tempi dell’università, presso il Politecnico di Milano alla facoltà di Architettura Civile. Durante gli studi hanno lavorato insieme nei vari progetti scolastici e non, e terminati gli studi iniziarono l’apprendistato in diversi studi italiani e all’estero. Ma finalmente, arrivò il concorso, quello per la Galleria Civica di Trento, che vinsero e per cui vollero impegnarsi successivamente per i progetti futuri e creare Aterlierzero.


Atelierzero, All’Arco (con Tommaso Giunchi), residenza privata a Milano, 2018

Simone Furiosi


I progetti che affrontarono ebbero diversi affacci: all’interezza dell’edificio e del paesaggio, mentre negli ultimi anni approfondirono la progettazione degli interni. Il pensiero che accomuna ogni loro progetto è quello di affrontarlo sempre con un processo analitico e creativo, indipendentemente dalla scala.


Atelierzero, PG House, residenza privata a Milano, 2015


Uno dei progetti di design di prodotto a cui stanno lavorando ha portato alla creazione di una startup, De Rerum: per i vari progetti di interni che hanno affrontato si sono trovati molto spesso a dover disegnare arredi su misura per clienti molto esigenti, così nasce l’idea di creare una collezione di prodotti che siano flessibili e personalizzabili, allo stesso tempo, la creazione di prodotti finiti ma anche piattaforme di progettazione per altri designer.


Presentarono questi prodotti alla designweek, nel progetto del camerino 10 per il Teatro Arcimboldi. I nuovi camerini sono fra le installazioni di design più belle ed interessanti da vedere al Fuorisalone 2021, appena passato. In totale sono presenti 17 camerini, uno diverso dall’altro, opera di 17 studi diversi.


Luca Privitera, foto del camerino di Park Associati


Il metodo di progettare è sempre simile, sia che il tema sia uno spazio interno sia che il progetto riguardi un edificio o un pezzo di città. In tutti i progetti, il primo step riguarda la definizione e costruzione dello spazio attraverso gesti architettonici semplici ma forti: gli elementi costruttivi principali hanno sempre una valenza strutturante per la definizione dell’ipotesi di progetto.


Non importa ai fini della costruzione del concept che gli elementi siano, per esempio, edifici o arredi fissi. Le scelte materiche e di colore arrivano in un secondo momento per consolidare l’idea architettonica attraverso gerarchizzazione degli elementi e valorizzazione dello spazio.

L’ispirazione arriva dalle scuole di progettazione che predilige la semplicità ed essenzialità, che sappia emozionare con giochi compositivi apparentemente elementari, dove la luce, i materiali, siano figuranti e protagonisti allo stesso tempo.


Vi piacciono i loro progetti?


Giulia Nari

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