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Il design di Antonio Facco: tra ricerca e osservazione



Antonio Facco, designer italiano emergente. Classe ’91 nato a Milano. Inizia il suo percorso studiando allo IED, scalando sempre più l’evoluzione del design contemporaneo e studiando attentamente il comportamento delle abitudini delle nuove generazioni. Fuori dall’università si ritrova a collaborare già con Giulio Cappellini, parte della giuria della sua commissione di laurea, con cui nel 2017 sviluppa Luce, un’intera collezione di tavolini in vetro dalle forme geometriche essenziali. Questo progetto è una combinazione di conoscenza, creatività e sensibilità, sperimentando nuove strade della materia rispettando la semplicità del disegno. I volumi sono enfatizzati dalle trasparenze, giochi di colori e sfumature nelle rifrazioni.



Lo sviluppo dei suoi lavori non è mai lasciato al caso, ma una sintesi di una ricerca sensibile e dall’osservazione dei nuovi sistemi di informazione e produzione. Il suo studio ha un approccio multidisciplinare al processo creativo. Sviluppa proposte ed immaginari diversi come l’interior, la grafica e la fotografia. Riesce a proporre progetti diversificati ma coerenti, interpreti della medesima ricerca.

Antonio trae la sua convinzione che la definizione di un’estetica e di una necessità contemporanea sia indispensabile non concepire il prodotto come unico risultato ma definirlo allo stesso tempo ad un universo multidisciplinare in cui esso vive. A questo si somma la costante necessità di indagare e disegnare realtà che portano sempre l’uomo ad immedesimarsi nell’immagine proposta.

Antonio Facco già a soli ventisei anni, collaborò con diversi architetti, designer e aziende di fama internazionale, come per esempio Antoini, Bolon, Mohm, ecc… creando degli allestimenti ed esponendo nei principali distretti del design di tutto il mondo.


Vi è piaciuto il suo pensiero creativo?


Giulia Nari

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